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Rio Ucayali, un “Eldorado” per tutti gli acquariofili

Amazzonia per molti è sinonimo di Brasile, ma questo sconfinato polmone verde del Pianeta estende le sue propaggini al Perù, alla Bolivia, all’Argentina e al Venezuela. È proprio dal Perù meridionale, ad Atalaya, 140 km a nord del lago Titicaca sulla cordigliera delle Ande, che nasce il Rio Ucayali, dal nome dell’omonima regione peruviana. Confluenza di altri due corsi d’acqua (l’Apurímac e l’Urubamba), il fiume riceve lungo il suo percorso importanti affluenti, fra cui il Rio Cohenga, il Rio Tahuania, il Rio Sheshea, il Río Tamaya, il Rio Tapiche, il Rio Pachitea ed il Rio Aguaytía. Il suo corso superiore è disseminato di isole, separate da canali con acqua bassa e forte corrente, che le cronache di viaggio raccontano abbiano causato non pochi problemi di navigazione all’esploratore Torres, il primo occidentale a percorrerlo per conto del governo peruviano. A circa 100 km dalla città peruviana di Iquitos, la sua corsa finisce con la confluenza nel Rio Marañón: insieme danno origine all’immenso e favoloso Rio delle Amazzoni. Spesso, quando si parla di biotopi acquatici tropicali, è difficile avere una precisa percezione della loro reale estensione. Il Rio Ucayali ha una lunghezza di circa 1.600 km (circa due volte e mezzo il nostro fiume Po) e una larghezza che in alcuni tratti raggiunge il chilometro: un volume d’acqua imponente, quindi, amplificato da un altrettanto esteso bacino imbrifero, costituito da un reticolo di fiumi minori. Confrontando l’altitudine del suo corso superiore rispetto a quella del punto in cui il Rio delle Amazzoni sfocia nel mare, circa 3.000 km più a valle, si nota immediatamente il bassissimo dislivello: appena un centinaio di metri! Ciò spiega la ridotta velocità della sua corrente, in alcuni tratti quasi nulla, che consente la formazione di lagune di acqua calma, spesso invase dalle grandi foglie galleggianti di Victoria amazonica. A questo punto non è difficile comprendere come un così ampio bacino possa racchiudere, al suo interno, un grandissimo numero di biotopi acquatici diversi, patria d’origine di buona parte delle più note specie di pesci d’acquario sudamericani. In relazione alle diverse aree e stagioni dell’anno è infatti possibile trovarvi ampie zone di foresta allagata con “acqua nera” (igapò o varzea), limpide per effetto del basso contenuto di limo presente in sospensione ma rese scure dalla presenza di tannino e acidi umici, derivanti da un processo di drenaggio attraverso la vegetazione in decomposizione: sostanze che influenzano i valori del pH, rendendolo nettamente acido. Ma nel tratto iniziale del fiume sono presenti anche ampi tratti di “acqua bianca”, in realtà con colori che vanno dal grigio al giallo, derivanti dal carico di limo in sospensione frutto del processo di erosione avvenuto fra le montagne andine.


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